Le parole nel vino

Le parole nel vino

Le parole nel vino

Traduzione e vino, la coppia infallibile!

Traduzione e vino a settembre. Un tramonto su una collina verdeggiante, una vigna che si snoda fino all’orizzonte, un trattore che passa lento, l’uva pronta per essere raccolta, la vendemmia, il profumo del mosto, il vino novello da bere con le castagne arrostite in un caminetto, che scalda le prime giornate fresche dell’autunno. È un mese stracolmo di emozioni e di calore, un nuovo inizio felice, in cui la sensazione di cambiamento aleggia nell’aria romantica che prende vita nelle case contadine.

Settembre, il mese del vino, il grande, indiscusso protagonista.

Fin dall’era dei tempi, il vino è presente in poesie, racconti, leggende, miti, film hollywoodiani. Fa parte della vita di tutti noi, appassionati oppure no.

“Cosa portiamo stasera? Una vaschetta di gelato o una bottiglia di vino?”.  Quante volte abbiamo ripetuto questa frase ai nostri amici, anche se di vino, stasera, non ne avevamo proprio voglia?

Noi, figli di un Paese come l’Italia, maestra nell’arte della vinificazione.

Basta pensare al Chianti toscano, al Barolo piemontese, al Montepulciano d’Abruzzo, al Cirò calabrese, al Greco di Tufo campano, al Lambrusco dell’Emilia Romagna, al Malvasia friulano, allo Sciacchetrà ligure, al Franciacorta lombardo… Che infinità di colori, di aromi, di sapori e di… parole! Quanti aggettivi, verbi, frasi, espressioni, interiezioni, costrutti, modi di dire, neologismi, latinismi si celano dietro questo settore inconfondibile.

Ma… la traduzione che c’entra?

E la traduzione? Ovviamente ci sguazza come nessun’altro sa fare. Perché sull’etichetta stampata sul retro di una  bottiglia c’è molto più di una denominazione, del nome dell’imbottigliatore, del Paese di produzione, del grado alcolico, della quantità di vino contenuta nella bottiglia, o della presenza o meno di solfiti. C’è ricerca terminologica, arte nello scegliere il giusto termine, chimica, fisica e tanto, tanto studio.

Traduzione e vino a settembre.

Perché si parte da un esame visivo, analizzando la limpidezza del vino per passare all’osservazione del passaggio dei raggi luminosi, quindi della trasparenza o meno del calice, al colore, che può essere “giallo verdolino, paglierino, dorato, ambrato, rosa tenue, cerasuolo, chiaretto, porpora, rubino, granato, aranciato”, alla fluidità e l’effervescenza, che può avere una grana “grossolana, fine o molto fine”, e una persistenza “evanescente, persistente o molto persistente”.

Ci spostiamo poi a un esame olfattivo, dove si analizza l’intensità, la qualità, la natura del profumo, la complessità del vino, da “semplice, mediamente complesso, complesso o sontuoso”, per poi cimentarci in un esame gustativo: si parla di corpo leggero, strutturato, robusto, di morbidezza, di alcolicità, di zuccheri, di durezza, di acidità, di sapidità, di tannicità, di effervescenza, di equilibrio, per cui un vino può essere debole, leggero, caldo, molto caldo, alcolico, morbido, pastoso, addirittura grasso, oppure secco, abboccato, amabile, dolce o molto dolce.

Che meraviglia, che trionfo di terminologia nella traduzione del vino a settembre., che paese dei balocchi per qualsiasi linguista appassionato del nettare degli dèi!

Vi ho ubriacato con tante parole, vero? Vi lancio una sfida: provate a tradurre tutti questi affascinanti termini in una lingua straniera, che so, l’inglese, così tanto comune oggigiorno? O forse lo spagnolo, idioma più simile all’italiano? Mh… impresa ardua, non è vero?

E pensate che sono solo alcuni esempi dello studio di un linguista che decide di lavorare in questa specializzazione. Perché un sommelier è un degustatore professionista di vini, un traduttore o un interprete è un esperto linguista, non dimentichiamolo mai. E il diretto interessato? Il nostro caro e tanto amato vino? Beh, lui è un prodotto creato in molte parti del mondo: dai vini rossi, bianchi e i prosecchi d’Italia allo champagne della Francia, dal Ribera del Duero della Spagna al Cabernet Sauvignon della Napa Valley californiana, dal Cabernet Syrah del Sud Africa al Riesling australiano, che scalpita dalla voglia di superare le proprie frontiere per farsi conoscere da altri appassionati, magari in qualche evento come il famoso Vinitaly a Verona. In questo caso ha bisogno di un esperto, anzi, di uno stra-esperto interprete o traduttore per fare davvero la differenza.

E poi arriva SoundTrad

SoundTrad può offrire anche questo servizio di traduzione del vino a settembre, selezionando con cura i migliori professionisti che hanno studiato tanto, ma tanto-tanto, prima di buttarsi sul mercato. Chi potrebbe tradurci altrimenti poesie del tipo “Vino tradizionale cabernet sauvignon, secco, maturato e affinato in barrique e un anno in rovere francese, color rubino scuro, dai riflessi granati e dalla buona consistenza”, seduta-stante?

Eh… certo, adesso si è messo di mezzo il Covid-19. Purtroppo, il coronavirus è riuscito a frenare anche questo indistruttibile settore, e si dice che comporterà un radicale cambiamento dei canali distributivi, ma non crediamo che la grande passione per la bevanda più antica del mondo si possa fermare dopo l’enorme incremento osservato nel 2019, soprattutto in Italia!

Quindi non disperiamo e continuiamo a studiare, che di materiale di certo non ci manca.

Buona degustazione a tutti!