Il Piccolo Principe: uno dei libri più tradotti al mondo

Il Piccolo Principe: uno dei libri più tradotti al mondo

Uno dei libri più tradotti al mondo

Di che libro stiamo parlando? “Il Piccolo Principe” ovviamente

“Non si vede bene che con il cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”. Questa stupenda frase, dal valore universale, è contenuta all’interno del capolavoro senza tempo di Antoine De Saint- Exupery, Il Piccolo Principe, che non a caso è tra i libri più tradotti al mondo.
La sua prima pubblicazione avveniva il 6 aprile 1943, prima in inglese e poi in francese, risultando da subito un’opera inedita, soprattutto per l’uso di numerose allegorie e messaggi sentimentali, al quale il mondo dell’epoca, sconvolto dalla seconda Guerra Mondiale, non era certo abituato.
Lo stesso De Saint- Exupery durante la guerra si arruola nell’aviazione militare francese, e, dopo svariate vicende, a causa di un grave incidente col suo velivolo, è costretto a riparare a New York: ecco perché saranno gli Stati Uniti a pubblicare per primi Il Piccolo Principe.

La trama e il significato del romanzo

Il libro si presenta come un romanzo sotto forma di favola e ha come oggetto fondamentale l’educazione sentimentale: tema che potrebbe sembrare singolare, se si pensa che il suo autore è un militare francese completamente immerso negli orrori della guerra.
La trama del romanzo, invece, inizia proprio con il narratore che spiega come mai è diventato un pilota: da bambino avrebbe voluto fare il pittore, ma i commenti dei grandi, che non avevano mai compreso il senso dei suoi disegni, lo avevano convinto a lasciare perdere.
Con un salto in avanti nel tempo, il narratore arriva ad un episodio fondamentale della sua vita: il giorno in cui il suo aereo precipita nel deserto del Sahara.
Qui, mentre tenta di riparare il guasto, incontra un bambino che gli chiede di disegnargli una pecora e non si accontenta fino a che non ottiene il disegno di una scatola, in modo che possa tranquillamente immaginare la pecora che preferisce al suo interno.
Dopodiché il bambino comincia a raccontare la sua storia: dice di essere il principe di un asteroide, il B612, dove racconta di essersi sentito molto solo e di essere diventato ancora più triste per via del comportamento spesso scorbutico della sua rosa, l’unico fiore del suo pianeta, sul quale, tra le altre cose, crescevano solo terribili e giganteschi baobab, che andavano estirpati ogni giorno affinché non occupassero tutto lo spazio.
Il bambino aveva allora deciso di partire, alla ricerca di una pecora che divorasse i baobab.
Piccolo Principe racconta all’aviatore di aver incontrato, sui vari pianeti, personaggi strani, i quali però gli hanno insegnato tante cose. L’ultimo personaggio che incontra è un geografo che sta continuamente seduto alla sua scrivania e quindi non sa come è fatto il suo pianeta. Quest’ultimo gli consiglia di dirigersi verso la Terra, dove sicuramente troverà una pecora.
Arrivato sulla Terra, l’incontro più importante è quello con una volpe che gli chiede di essere addomesticata. Acconsentendo alla richiesta dell’animale il Piccolo Principe, una volta trovatosi davanti a un roseto, ripensando alla sua rosa, viene assalito da un moto di malinconia.
Capisce allora, tramite la volpe, il significato dell’amicizia e, più in generale, dell’amore: “È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante”.
Nell’ultima parte del romanzo il pilota e il bambino vanno alla ricerca di un pozzo, poiché il pilota non riesce a riparare l’aereo e si accorge di aver esaurito le scorte d’acqua. Dopo aver camminato per tutto il giorno, di notte si fermano ad ammirare il deserto. All’alba scoprono un pozzo e, dopo aver bevuto, decidono di separarsi: il pilota torna a sistemare il suo aereo e il bimbo dice di voler provare a tornare a casa. Si danno quindi appuntamento per la sera successiva.
Quando l’aviatore torna, trova il Piccolo Principe su un muretto vicino al pozzo mentre parla con il serpente che aveva incontrato al suo arrivo sulla Terra.
Il bambino chiede al serpente, il quale ha la capacità di portare chiunque in qualsiasi posto lontano, di riportarlo sul suo asteroide.
Il Piccolo Principe, sapendo che questo avrebbe arrecato dispiacere al pilota, gli suggerisce di guardare le stelle quando avrà voglia di pensare a lui: una di quelle stelle sarà senz’altro il suo pianeta e, non sapendo qual è di preciso, l’intero cielo gli sorriderà.
Dopo queste parole, il bambino viene morso alla caviglia dal serpente e sviene sulla sabbia.
Il giorno seguente il pilota non trovando più il corpo del Principe, immagina che il bambino sia riuscito a tornare sul suo asteroide e dalla sua amata rosa. Da quel momento per lui il cielo non sarebbe più stato lo stesso, ma “il più bello e il più triste paesaggio del mondo”: era stato addomesticato.

Ad impreziosire il libro, che nel 2017 ha superato il numero di 300 traduzioni in lingue e dialetti diversi, vi sono una serie di acquerelli disegnati dallo stesso autore, utilizzati anche come copertine per le stampe.
Nel 2005 è stato tradotto in una lingua amerindia del nord dell’Argentina chiamata toba e fin qui nulla di strano, se non fosse che l’unico altro libro tradotto in toba è la Bibbia.

Orson Wells, dopo aver letto il libro, ne acquistò immediatamente i diritti cinematografici. Nei suoi progetti, c’era l’idea di scrivere e realizzare una sceneggiatura del libro con la collaborazione di Walt Disney. Purtroppo, per vari motivi, il progetto non andò in porto, ma la stesura originale di Wells fu presentata alla mostra della Morgan a New York.

L’importanza delle traduzioni editoriali

Il Piccolo Principe rappresenta perfettamente l’importanza del ruolo della traduzione nell’editoria. In tutti questi anni non ha mai perso il suo status di best seller, grazie anche al lavoro dei suoi traduttori che sono riusciti a trasmettere il messaggio originale dell’autore in qualunque lingua o dialetto sia stato tradotto. Nel corso del tempo, Il Piccolo Principe è potuto diventare, dunque, non solo uno dei testi più tradotti di sempre, ma un vero e proprio libro di testo indispensabile nelle scuole di quasi tutto il mondo, poiché riesce a trattare temi fondamentali, come l’amicizia e l’amore, con un linguaggio molto semplice e adatto a tutti, ovvero, universale.

SoundTrad fornisce, grazie ai suoi collaboratori madrelingua e specializzati nel campo della traduzione editoriale, un servizio altamente professionale, volto a rendere i libri o i testi dei nostri clienti fruibili in tutte le lingue desiderate.

Articolo pubblicato il 20.04.20 da Soundtrad