Parole intraducibili in italiano

parole intraducibili in italiano

Parole intraducibili in italiano

 

In traduzione, si parla spesso di parole intraducibili in italiano e in altre lingue straniere.

Nonostante il lavoro del traduttore professionista sia quello di trovare il termine perfetto per ogni singola espressione nella lingua di destinazione, a volte il compito può diventare davvero molto difficile, soprattutto nel caso di traduzioni per le lingue più difficili al mondo.

Più lontane sono le culture, più difficile è trovare la parola che contenga in sé tutte le sfumature di quella originale.

Ma non solo.

A volte risulta difficile spiegare perfettamente cosa voglia dire una frase dialettale da una regione all’altra di uno stesso Paese.

La domanda sorge quindi spontanea: si può tradurre tutto in traduzione?

 Scopriamolo insieme.

 

Indice degli argomenti:

 

 

Parole intraducibili dall’italiano… all’italiano

 

Ogni essere umano diventa, in molte occasioni, anche un interprete o un traduttore.

E senza l’uso di software di traduzione automatica.

Basta pensare alle vacanze trascorse in una regione diversa dalla nostra.

Quante volte abbiamo visto comparire espressioni dubbiose sul viso della gente del posto davanti a battute o frasi tipiche del nostro luogo di provenienza?

E quante volte abbiamo dovuto tradurre in italiano i nostri modi di dire?

 

In Lombardia si ha buon tempo, mentre nel resto d’Italia ci si diverte.

A Firenze, invece, si preferisce avere un morto in casa che un pisano all’uscio.

Oppure, sempre in Toscana, è facile trovare bischeri per le strade della città.

 

Ma come spiegare queste parole intraducibili italiane o espressioni a chi è nato e cresciuto in un altro luogo?

Potremmo fare uso di parafrasi, ad esempio, spiegando il loro significato intrinseco all’interlocutore.

Ma cosa succede quando le nostre parole intraducibili devono invece essere tradotte in un’altra lingua, come ad esempio l’inglese?

Possiamo ottenere traduzioni più o meno letterali; l’importante però è mantenere il loro significato indipendentemente da quale sia la lingua di destinazione.

 

Parole intraducibili dall’italiano all’inglese

 

Alla luce di quanto visto sopra, come si possono tradurre delle parole italiane intraducibili in inglese?

In alcuni casi, esistono espressioni gemelle, in altri invece no.

In questi casi, potremmo optare per una traduzione libera, lontana dall’originale, in cui apparentemente sembra tutto diverso, ma in cui il significato viene mantenuto quasi completamente.

Alcune parole intraducibili, o perlomeno estremamente difficili da tradurre, dall’italiano verso un’altra lingua straniera potrebbero essere quelle riportate sotto, classificate in base alla loro categoria grammaticale.

 

Interiezioni intraducibili in italiano:

  • Magari

È un’interiezione tipicamente italiana, proveniente dalla forma greca del termine “felice”.

È un’espressione che manifesta forte desiderio, ed è spesso seguita da verbi all’imperfetto congiuntivo, del tipo: “Magari fosse vero!“.

  • Boh

Altra interiezione tipicamente italiana che esprime incertezza o incredulità.

 

Sostantivi intraducibili in italiano:

  • Menefreghismo

Parola intraducibile in italiano volta a indicare un atteggiamento di chi si disinteressa di tutto, facendo egoisticamente il proprio comodo.

  • Abbiocco

Termine italiano che indica uno stato di profonda sonnolenza, solitamente dopo pranzo.

  • Mafia

Se qualcuno al mondo non conosceva questo termine in passato, dopo il Padrino di Francis Ford Coppola, chiunque sa riconosce questa parola intraducibile siciliana dall’etimo incerto.

È il termine con cui si designa il complesso di piccole associazioni criminose rette dalla legge dell’omertà e regolate da complessi riti che richiamano quelli delle compagnie d’arme dei signori feudali che si svilupparono in Sicilia nel XIX secolo.

 

Sostantivi enogastronomici intraducibili in italiano:

  • Pizza

Come per la maggior parte dei termini inerenti al settore enogastronomico, anche la pizza è una parola italiana intraducibile, e presente in ogni angolo del mondo.

Oltre ad essere un termine essenziale per ogni italiano che si rispetti, denota anche uno dei piatti più consumati dagli abitanti della penisola e del mondo intero: una base di farina, acqua, sale e lievito cotta al forno e guarnita con pomodoro e mozzarella.

  • Pasta

Anche la pasta ha fatto il giro del mondo con il suo nome originale.

Il piatto italiano per antonomasia, può essere condita con un bel sugo alla bolognese, con una semplice salsa al pomodoro e basilico o con altri ingredienti al gusto di chi la desidera consumare. Onnipresente in ogni cucina italiana che si rispetti.

 

Verbi e avverbi intraducibili in italiano:

  • Meriggiare

Dal latino merīdiare, significa stare in riposo, all’aperto e in luogo ombroso, nelle ore calde del meriggio, appunto.

È un verbo reso famoso da Montale, con il suo “Meriggiare pallido e assorto“, in cui allude al riposo dello spirito.

  • Mica

Esempio di avverbio italiano molto frequente soprattutto nel linguaggio parlato (e di parola decisamente intraducibile italiana), è utilizzata come rafforzativo di una negazione. Ha tuttavia un suo tono particolare, quasi a escludere l’ipotesi contraria: “Non è mica vero!”.

 

Aggettivi intraducibili in italiano:

  • Raccomandato

Aggettivo che indica una persona presentata o segnalata mediante raccomandazione.

Utilizzata anche in modo scherzoso, indica qualcuno che, avendo solidissime raccomandazioni, può facilmente ottenere ciò che vuole: “Ha ottenuto quel lavoro perché è un gran raccomandato!”.

 

Espressioni in italiano intraducibili:

  • Buon appetito

Sebbene non sia un’espressione accettata dal galateo italiano, è una frase che chiunque pronuncia prima di iniziare a mangiare in Italia, una volta seduti a tavola.

Serve ad augurare un buon pranzo o una buona cena a chi condivide il pasto insieme a noi. Ovviamente esistono delle frasi equivalenti anche in inglese (Enjoy!), ma questa nostra espressione è considerata altamente intraducibile.

  • Bella/Brutta figura

Con uso assoluto, questa espressione si può trovare in frasi enfatiche o esclamative, e significa in genere un’impressione positiva o negativa di un determinato evento o di qualcosa che si è fatto: “Che bella figura/Che brutta figura!“.

 

Parole traducibili dall’inglese all’italiano ma che non vengono tradotte

 

Con l’arrivo e l’espansione dell’era digitale, sempre più parole inglese, apparentemente intraducibili, si sono insinuate nel nostro parlato quotidiano.

È l’economia linguistica a trarre i profitti, a discapito però della nostra meravigliosa lingua italiana, che vanta oltre 260.000 lessemi (ovvero, parole),

Come i nostri nonni tradussero “gomma da masticare”, eliminando il termine inglese chewing-gum, potremmo fare lo stesso anche noi, con termini quali:

 

  • Smartphone = Cellulare
  • Smart working = Lavoro da remoto
  • Delivery = Consegna
  • Call = Chiamata o videochiamata
  • Weekend = Fine settimana
  • Meeting = Riunione
  • Break = Pausa
  • Single = Scapolo/a
  • Shopping = Compere

 

Parole intraducibili dall’inglese all’italiano

 

Nonostante tutti gli sforzi che facciamo, o che dovremmo fare noi linguisti, moltissime parole sono state adottate dal nostro dizionario, e ci rimarranno probabilmente per sempre.

 

Termini come:

  • Computer
  • Internet
  • Wi-Fi
  • Sport

 

sono dure a morire, e noi comuni “parlanti” non possiamo fare altro che accettarli e utilizzarli nel nostro quotidiano.

Esistono tuttavia dei termini e delle espressioni davvero singolari in inglese americano, alle quali potremmo trovare il loro corrispettivo in italiano, come ad esempio queste espressioni in slang:

 

  • Sweet summer child: espressione utilizzata per definire qualcuno non esperto in qualcosa di particolarmente stressante;
  • Dad movie: espressione utilizzata per indicare quelle tipologie di film che i papà consigliano ai figli di guardare
  • FOBI: acronimo di fear of being involved (in social activities), vale a dire la paura di venire coinvolto in attività social
  • FOMO: acronimo di fear of missing out, cioè paura di “perdere qualcosa”, utilizzato soprattutto nei contesti social

 

Il consiglio per utilizzare quanto ormai formalmente accettato dalla nostra lingua senza peccare di eccesso di anglicismi è usarli con criterio e cercare di optare sempre per la loro versione italiana, se esistente.

La lingua spagnola è tutelata dalla Real Academia Española, quella francese dalla Académie Français, che combattono ogni giorno per evitare l’invasione di termini provenienti da altre lingue.

La lingua italiana, invece, non ha un’istituzione governativa volta a salvaguardare le sue origini e la sua evoluzione, per questo è compito dei linguisti e traduttori madrelingua proteggerla dagli attacchi esterni.

Possiamo vantare la nostra Accademia della Crusca ma, ahimè, non è sufficiente.

Ci riusciremo? Speriamo tanto di sì.

Noi, da parte nostra, ce la mettiamo tutta, giorno dopo giorno.

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